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La parola ai Genzanesi

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Racconti

Cureva l'annu 1970 e au bare de gramiccia s'aggireva "U Sciò"... (dall'inglese show) De mistiere faceva u pittore e steva sempre cà battuta pronta, o diceva barzellette o pieva per culo...
Fui testimone di una partita a carte tra "u magu" e "u zoppettu". Questi due individui aveva molto in comune.
"U magu" girava con due stampelle praticamente da sempre e aveva la moglie strabica.
"u zoppettu" aveva la gamba di legno frutto di un incidente di lavoro alle FFSS e sua moglie Margherita (negozio di merceria a v. O.Ferrazza 3) con un occhio di vetro.
Alla scena era presente "U Sciò" temporaneo avventore del bar, nel vedere i
due intenti ad accanita discussione sulla partita appena effettuata, esordì
in tal maniera:
"ahò quanto ve stete a ncazzà, ma che ve stete a giocà l'occhi e le zampe
bone?"

Segnalato da Gorilla K2

Primi anni 80... (forse giugno 82). Il sole cominciava a scaldare le sabbie
del litorale laziale. Sabato pomeriggio... un gruppetto di assidui
frequentatori della piazza, vittime delle prime ascelle pezzate, decisero di
cercare refrigerio in quel di Sperlonga. Partenza fissata per il giorno dopo
alle ore 8, bar Nazionale... All'abituale gruppetto di amici, che
comprendeva loschi figuri tra cui il sottoscritto, si aggiunse l'iquietante
figura di Roberto "Scafò". Quattro macchine in tutto, cospicuo bottino di
pendagli da forca.
La giornata sembrava indirizzata verso la tranquilla gitarella marittima
quando, l'improvvisa comparsa di alcuni grezzi involucri di forma
cilindrico-affusolata (leggasi spinelli), cambiò le sorti del gaio
gruppetto. Al secondo giro della fumosa e inaspettata presenza, Annamaria "a
pucona" notò che Scafò assumeva un bizzarro color "citrosotina" (come ebbe a
dire lei stessa), da li a pochi minuti si verificò il collasso
cardio-respiratorio del suddetto Scafò, con conseguente abbandono delle
inerti membra su una delle panchine della piazzetta di Sperlonga. Agli occhi
di alcuni ignari passanti si presentò questa scena:
Sbandierando spavalde conoscenze mediche e falsi attestati di esperienza nel
pronto soccorso,
Nadiona teneva sulla testa del malcapitato un fazzoletto bagnato, mentre
Annamaria gli sollevava in alto le gambe in "ostetrica" posa, tantè che
Mario "Omminettu" esordì con una frase atta a portar conforto in quel
tremendo momento "...a Robè, tutto me pensevo meno che venevi a sgravà a
Sperlonga!!!".

Segnalato da Gorilla K2

Festa dell'Unità 1982 all'Olmata, quattro amici (non al bar) decidono di
andarci. Chi prende la macchina? Dopo rapido giro di consultazioni e vista
la scarsità di patenti e mezzi, la decisione è praticamente obbligata: Fiat
850 coupè de Napoleò. Dentro l'angusto mezzo a fatica si collocano: sedile
posteriore Max (peso medio) Riccardò (peso massimo), il sottoscritto per
motivi di ingombro esagerato va giocoforza davanti, alla guida ovviamente
Napoleò. Uscendo dal garage-tinello (ora convertito a ristorante Antica
Taverna) ci si palesa davanti l'esile figura di Pipella che usciva da casa.
"ndò iate?" ... "su aa festa"... "pozzo venì? ce capo?". Ovviamente in tali
frangenti non si bada al sovraccarico, mentre Napoleò chiudeva il tinello
Pipella prendeva posto a fatica dietro. Arrivati alla festa, colpo di
fortuna si parcheggia proprio davanti all'ingresso. Iniziano le complicate
manovre di evaquazione del mezzo sotto lo sguardo attento e divertito di due
individui. Uno dei due, notando la mole di alcuni passeggeri, nel vedere
uscire Pipella esclamò: "Pipè ce stà pure tu!!! ma che te ddoprevino comme
zeppa sinnò sciaqquevino?".
 

Segnalato da Gorilla K2

 

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